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Fiumefreddo Bruzio, cosa vedere. Itinerari in Calabria

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Dintorni

Fiumefreddo Bruzio

Incantevole borgo adagiato su di una prominenza rocciosa che si innalza impetuosamente davanti al Mar Tirreno ...

A poco più di 15 km dalla nostra struttura si trova Fiumefreddo Bruzio, un piccolo ed incantevole borgo adagiato su di una prominenza rocciosa che si innalza impetuosamente davanti al Mar Tirreno, su una propaggine del Monte Cocuzzo, la vetta più alta della Catena Costiera dell'Appennino Paolano. Inserito tra "I Borghi più belli d'Italia", Fiumefreddo rappresenta una delle meraviglie storiche, paesaggistiche e culturali della provincia di Cosenza. Il borgo prende il nome da Flumen frigidum, cioè dal fiume di acqua potabile che sgorga dalla roccia a pochi km dal mare, mentre Bruzio denota il territorio ed è stato aggiunto nel 1860.

L’area in cui oggi sorge il borgo fu abitata fin dall’antichità anche se la struttura da cui è sorto l'attuale abitato risale al Medioevo, intorno all'anno 1000. Nel corso del tempo Fiumefreddo è stato sottoposto a vari domini: nel 1054 fu conquistato da Roberto il Guiscardo che ne fece dono al fratello Ruggero il Normanno, nel 1098 fu sotto l'autorità feudale di Simone da Mamistra per passare poi nel 1269 al feudatario francese Giovanni de Flenis e poi ancora ad Alfonso Sanseverino feudatario di Carlo II, prima di essere confiscato e assegnato al vicerè di Calabria, Ferdinando d'Alarcon.

Il paese conserva le caratteristiche di paese fortificato non solo per la sua naturale posizione ma anche per la sua Porta merlata, quale ingresso principale tuttora obbligato al centro abitato che è rimasto così com’era una volta. L’abitato diede i natali all’artista Giuseppe Pascaletti, figura importante del Tirreno Cosentino, che ebbe un ruolo preminente nell’arte del ‘700 e del quale sono conservati alcuni lavori nelle chiese del borgo. Per di più, nella seconda metà del ‘900, e precisamente a partire dagli anni settanta, dimorò a lungo a Fiumefreddo Salvatore Fiume, pittore siciliano di fama mondiale che, affascinato dalla bellezza del luogo, volle lasciare la sua impronta nel superbo centro storico.

Passeggiando per le sue strade è possibile ammirare diverse chiese, tra le quali si segnalano: la Chiesa Madre, edificata nel XVI secolo, con pregevoli tele di Francesco Solimena e Giuseppe Pascaletti; la Chiesa di Santa Chiara, con tele, la maggior parte di Pascaletti, ed opere d'arte in legno intagliate e dorate del settecento; la Chiesa di S. Francesco di Paola, costruita nel 1709 con uno splendido portale barocco, al cui interno custodisce la tomba del Principe Pietro Alarçon Mendoza e quella di Pascaletti; la Chiesa di San Rocco, affrescata da opere di Salvatore Fiume realizzate nel 1980; e la Chiesa di Santa Maria di Fonte Laurato, eretta dai monaci basiliani, distrutta nel 1201, ricostruita da Simone de Mamistra.

Tra gli altri monumenti e luoghi d’interesse vanno segnalati: i ruderi del Castello, conosciuto come "Palazzo della Valle", costruito nella parte alta del borgo sugli strapiombi del vallone e decorato dagli affreschi realizzati dal Maestro Salvatore Fiume nel 1996, Palazzo Pignatelli, di fattura cinquecentesca e dimora di diversi feudatari; Palazzo Pitellia, con cortile interno di scuola romana del XVIII secolo; e altri palazzi tra cui il Palazzo del Barone Del Bianco, il Palazzo Gaudiosi, il seicentesco Palazzo Mazzarone, Palazzo Santanna e Palazzo Castiglione-Morelli.

Importante è anche la gastronomia locale, infatti, il borgo offre un'ampia varietà di prodotti gastronomici tipici regionali. In particolare, dai pascoli sui crinali appenninici si ricavano ottimi formaggi lavorati con i metodi tradizionali. Tra i piatti tipici spiccano: la "filiciata", delizioso piatto a base di formaggio fresco su foglie di felce; e la frittata di patate, una sorta di torta rustica preparata con le patate fornite dai campi circostanti, la quale nonostante sia così chiamata, non presenta tra i suoi ingredienti le uova.

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